Borgetto: 80° anniversario della morte del Carabiniere Antonino Fleres per mano nazista

Borgetto (Palermo): 80° anniversario della morte del Carabiniere Antonino Fleres per mano nazista

Il 28 maggio, a Borgetto si è svolta la cerimonia di commemorazione dell’80° anniversario della morte del Carabiniere Antonino Fleres Medaglia d’Oro al Merito Civile, trucidato dai nazisti a Lariano durante il secondo conflitto mondiale.

La celebrazione è stata scandita dalla deposizione di una corona d’alloro innanzi al monumento eretto in memoria del militare sito nell’omonima piazza, sul quale è incisa la motivazione dell’alta ricompensa alla memoria concessa al decorato.

A seguire i presenti si sono uniti in un momento di preghiera in ricordo del militare eroe, ricevendo inoltre la benedizione del Parroco della Chiesa di Sant’Antonio, Padre Sergio Albano.

Alla commemorazione sono intervenuti oltre i familiari del caduto, il Sindaco di Borgetto, Luigi Garofalo, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Palermo, il Generale di Brigata Luciano Magrini, il Comandante della Compagnia di Partinico, il Capitano Mattia Rognoni, nonché una rappresentanza delle sezioni di Partinico, Montelepre e Monreale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, insieme ad alcune scolaresche dell’Istituto Comprensivo Partinico-Borgetto.

Il Generale Magrini è intervenuto sottolineando il proprio legame personale con il ricordo del Carabiniere Antonino Fleres, che già in passato aveva commemorato durante il suo incarico come Comandate del Gruppo Frascati al cui interno ricade Lariano, il comune dove il militare venne ucciso dai nazisti.

Inoltre, l’Alto Ufficiale si è rivolto ai ragazzi presenti, invitandoli a riflettere sull’importanza del sacrificio del giovane Carabiniere che, con esemplare generosità ed andando ben oltre i propri compiti istituzionali, si rese disponibile a far da guida ad una pattuglia americana, altresì incarnando anche quei valori di fedeltà ed elevato senso del dovere che lo condussero all’estremo sacrificio della propria vita.

Antonino Fleres, nato a Borgetto il 16 febbraio 1925, penultimo di sei figli, appena diciassettenne, seguendo le orme del padre, aveva intrapreso la carriera militare, arruolandosi nei Carabinieri.

Dopo avere frequentato la Scuola Allievi Carabinieri Reali in Roma, era stato assegnato prima alla Stazione Carabinieri di Settebagni (RM) e dopo sei mesi, precisamente alla fine del mese di marzo 1944, venne trasferito alla Stazione di Lariano (RM).

Nel pomeriggio del 28 maggio 1944, durante un servizio perlustrativo appiedato in una zona collinare del larianese, il Carabiniere Fleres si affiancava ad un’avanguardia americana in esplorazione, offrendosi immediatamente quale guida esperta dei luoghi ma, poco dopo, una colonna tedesca gli tendeva un’imboscata; nello scontro morivano due americani mentre il Carabiniere Fleres veniva catturato.

Quella sera, dopo un vano tentativo da parte dei tedeschi di interrogarlo, Fleres riuscì a fuggire per poter dare immediatamente l’allarme al Comando Stazione Carabinieri ed avvisare i cittadini di Lariano dell’incombente invasione nazista; tuttavia, in serata, veniva nuovamente catturato in località Colle Fiorentino da una pattuglia tedesca. Dopo l’ennesimo rifiuto da parte del Carabiniere Fleres di rispondere agli assidui interrogatori dei nazisti, intenti ad individuare le basi alleate, alle successive ore 23.30 veniva falciato dai colpi di un fucile mitragliatore. Il giovane militare aveva appena 19 anni.

Oggi le sue spoglie riposano in pace nella natia terra di Borgetto. L’1 marzo 2007, il Presidente della Repubblica gli conferì la Medaglia d’Oro al Merito Civile con la seguente motivazione: “In servizio presso la Stazione di Lariano, nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, si metteva a disposizione di una pattuglia americana in qualità di guida. A seguito di un violento combattimento, veniva catturato dai soldati tedeschi e barbaramente fucilato per essersi rifiutato di fornire informazioni sulla posizione delle forze alleate. Preclaro esempio di amor patrio e spirito di servizio, spinti fino all’estremo sacrificio della vita”.

 
 

 

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