Politica e malaffare: la Commissione Antimafia chiede gli atti delle inchieste di Bari, Torino e Palermo

Politica e malaffare: la Commissione Antimafia chiede gli atti delle inchieste di Bari, Torino e Palermo.

La Commissione parlamentare Antimafia ha chiesto gli atti riguardanti le inchieste di Bari, Torino e Palermo. I tre casi riguardano, con vicende differenti, la compravendita di voti elettorali o voti di scambio.

Prima è scoppiato il caso Bari, con il Viminale che ha inviato la commissione d’accesso per valutare le possibili infiltrazioni mafiose nel comune. Poi, in ordine di tempo, ha fatto notizia l’inchiesta in Piemonte sulle possibili infiltrazioni della ‘ndrangheta nei cantieri autostradali della Torino-Bardonecchia e nell’Alta velocità: tra gli indagati anche Salvatore Gallo, politico 85enne del Pd, padre dell’ex capogruppo in Regione Raffaele, che si è dimesso.

Infine, oggi i carabinieri hanno arrestato l’ex consigliere comunale di Palermo Mimmo Russo. L’esponente di Fratelli d’Italia (ora sospeso dal partito), storico referente dei precari palermitani, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, voto di scambio politico-mafioso, concorso in estorsione aggravata e concorso in corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. L’inchiesta è stata coordinata dalla Dda di Palermo guidata dal procuratore Maurizio de Lucia.

Era stato uno dei componenti della Commissione, il siciliano Giuseppe Provenzano del Pd, a chiedere un intervento dell’Antimafia sull’inchiesta di Palermo, ricordando che Mimmo Russo è accusato di «essere stato costantemente a disposizione di Cosa nostra». Per Provenzano si tratta di una vicenda che «disvela qualcosa di profondo e che alcuni di noi hanno denunciato da tempo: l’intreccio sempre più stretto tra mafia, massoneria e politica, la “domanda di mafia” che torna in un pezzo della politica e della società, l’utilizzo della cosa pubblica per l’offerta di “servizi” alla criminalità organizzata, in un sistema che crea una costante reciprocità di favori».

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